Vince la foto di Vasto

VIA ITALIADEIVALORI.IT

Ci sono alcuni dati incontrovertibili che vengono fuori dai ballottaggi per le amministrative e che devono essere considerati necessariamente un segnale per la politica nazionale.
Innanzi tutto la netta vittoria del

centrosinistra che si è aggiudicato, e mi riferisco ai soli comuni capoluogo, 14 comuni su 24 a cui deve aggiungersi il clamoroso successo di Leoluca Orlando, presentatosi in coalizione solo con la Federazione della sinistra e senza Pd e Sel. Se ascriviamo anche Palermo al successo del centrosinistra quest’ultima conquista sei comuni in più rispetto alle precedenti amministrative. Un dato che si amplia ancor di più se si considerano anche i comuni non capoluogo con più di 15.000 abitanti. C’è bisogno di ribadire ancora che la foto di Vasto è attualissima? Anzi, non può esserci smentita se affermo che la foto di Vasto vince le elezioni.
Il secondo dato è il crollo clamoroso del centrodestra. Il Pdl conserva solo 5 dei 15 comuni che amministrava, quattro a sud e solo uno, Gorizia, a nord. Il Pdl si è disintegrato e la Lega ha perso tutti e sette i comuni in cui era al ballottaggio (nessun capoluogo). Il carroccio, che spesso governava col Pdl, ha conservato soltanto Verona dove, però, il successo è da ascrivere solo alla figura del sindaco, Tosi, che è considerato l’eretico della Lega da cui solo qualche mese fa stava per essere espulso.
Il terzo dato è il forte astensionismo. Lo avevamo registrato già al primo turno, ma in molti comuni, al ballottaggio, ha votato meno del 50 per cento, in qualche caso si è scesi sotto il 40. Sono convinto che se la politica non riuscirà a dare le risposte che i cittadini chiedono, il numero di chi sceglie di non votare è addirittura destinato ad aumentare. Per questo, l’ho detto più volte anche durante la diretta dello speciale elezioni del Tg1 oggi pomeriggio, bisogna che i partiti capiscano che bisogna cambiare passo. Subito la riduzione del numero dei parlamentari, subito una buona legge anticorruzione, subito l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, subito l’abolizione delle Province,subito una nuova legge elettorale che garantisca la governabilità e bipolarismo. E questi sono solo alcuni degli esempi.
Infine il clamoroso successo del Movimento 5 stelle a Parma, segno che la protesta quando si scontra con la malapolitica vince sempre. Non voglio derubricare il loro buon risultato solo alla protesta, ma l’isolazionismo volontario che si sono imposti impedisce qualsiasi confronto. Parma non è l’Italia e al sud,per esempio, il M5s non sfonda. Ma con il Movimento il confronto è aperto nei fatti, con una sfida a chi riesce ad essere più in sintonia con i problemi del Paese e come intende risolverli. L’Italia dei Valori accetta la sfida.
I cittadini hanno dato l’ultimo avviso ai partiti. Sono stufi. Lo fanno capire con il voto, con l’astensionismo, punendo chi ha provato a prenderli in giro come il Pdl e la Lega ma, spesso, colpendo nel mucchio pensando che siamo tutti uguali. Il mio partito ed io, per fortuna, non ci sentiamo uguali a chi ha utilizzato soldi pubblici per le paghette dei figli né a chi ha votato in Parlamento che Ruby era la nipote di Mubarak, ma dobbiamo smetterla con le ambiguità. Se la politica vuole tornare ad essere credibile deve rispondere alle domande e ai bisogni dei cittadini e deve essere chiara. Per questo il Pd deve darsi una mossa. Sciolga ogni dubbio e consolidi un’alleanza che a livello locale ha dato ottimi risultati.
Felice Belisario

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